La salute vien mangiando?

Potremmo disquisire ore su quali cibi fanno malino, male o malissimo. Su quale condotta alimentare sia corretta, mediamente corretta, sbagliata, da ciccioni.

Ho creato il blog per provare nuove strade (sìsì, sono una a cui piacciono le emozioni forti ;) e l'ho tenuto perché mi sono detta che un modo per rendere buono il cibo sano ci doveva pur essere e lo volevo scoprire insieme a voi. Ogni tanto ho preso una deriva ricca di peccato, ma del resto dobbiamo pur capire dove si insidia il male per poterlo rifuggire... ^o^

Guardate qui, potremmo trovare degli spunti di riflessione. Alcuni agghiaccianti.

Più ci penso, più ne parlo e meno riesco a prescindere da certe morigeratezze. Nonostante non abbia ancora trovato le formule magiche qualche superfigata mi è venuta.

Oggi vi parlo della salsa Benedetta.
Quando ho aperto il blog questa settimana ho visto un tripudio di colazioni all'americana e salse olandesi: il tempo dell'MTChallenge era arrivato e il piatto era stato scelto da Roberta, che mi è tanto cara.
Perché non partecipare? Sembra divertente!

Sono andata a leggere il regolamento. 0.o'

Il tempo che l'ho letto e l'ho capito e ne ho introiettato le implicazioni per il futuro avevo già consumato l'energia a disposizione per l'esecuzione. Manco agli oscar ci sono tutte quelle indicazioni, manco le borse di studio per gli stage al Parlamento Europeo (??) richiedono una simile partecipazione. Bisognerebbe far scrivere loro le regole per essere un buon politico, vedi come l'assenteismo scende e la produttività cresce.
Costanza, aderenza e precisione. Ho presto capito che non fa per me, il challenge. Ma l'uovo sì.

L'uovo fortunato e la Salsa-Pesta Benedetta
La salsa è benedetta perché il bambino 36N con cui vivo (di norma denominato il commensale) mangia i broccoli senza saperlo e perché è piena di proprietà nutritive e resta sfiziosa pur non avendo grassi cattivi e sale aggiunto.

Per un pasto equilibrato e un pieno di antiossidanti e vitamine (per persona):

100 g di Broccolo fresco, lavato, tagliato a pezzi grossi
1 cucchiaio raso di Curcuma in polvere (se la trovate fresca speditemela!)
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di Crema Tahini
Aglio fresco (qualche lamella)
Succo di 1/2 limone
6 gherigli di noci (io ho usato quelle Pecan)
olio EVO
per la versione piccante:
1 cucchiaino di harissa o 1/2 peperoncino

un uovo (da fresco a freschissimo, altrimenti lasciate stare)

un paninetto di farina integrale


mangiar sano


Sbianchire il broccolo (sbollentarlo in acqua bollente fino a che non riprende il bollore, scolarlo riciclando l'acqua e passarlo sotto acqua fredda corrente). Rimettere l'acqua sul fuoco e appena inizia nuovamente a bollire spegnere il fuoco e mettere l'uovo (se l'uovo è fresco non si disperderà nell'acqua, se non è freschissimo ci si può aiutare creando un piccolo mulinello d'acqua nella pentola prima di versarlo).
Tagliare a metà il panino e metterlo a scaldare in un padellino. Fronte e retro.
Mixare tutti gli ingredienti eventualmente aggiungendo un cucchiaio d'olio e due cucchiai di latte di soia o acqua.
Il sale non c'è, non l'ho dimenticato.





Scolare l'uovo (appena l'albume non è più trasparente) con una schiumarola e appoggiarlo sulla carta assorbente giusto il tempo di mettere una dose generosissima di salsa (è un pesto ma la volevo chiamare Benedetta quindi la chiamo salsa-pesta, ok?!) sulla base del panino, adagiare l'uovo, versare qualche goccia di olio EVO, terminare con la salsa. Credermi. Addentare.

(scusate, è più forte di me... inizierò a fare video HD appena scopro come fare)


Ho fatto un corso (chi mi segue in FB avrà notato la mise asettico-bucolica) dove si spiegano le implicazioni del cibo nella prevenzione di alcune malattie e tumori. Dove si spiega come mangiare sano veramente. Come aiutarsi in caso di malattia conclamata.
Ovviamente era un corso introduttivo, ma credo che farò tesoro di quanto detto.
Per approfondimenti qui.




Orrore!

Tra le tante cose che vorrei possedere c'è una laurea in chimica. Vorrei poter capire.
Rosico da matti.
O al limite vorrei una memoria che non sia solo visiva per potermi ricordare almeno un decimo delle cose che con interesse leggo o sento. Magari metterle insieme.

input->elaboro->output

Sì che non mi sembra difficile.

Ho tante domande e ho la testa confusa. Non mi fido di nessuno. Poi l'altra sera ho visto Le Iene e le verdure alla diossina smerciate sui mercati nazionali e internazionali...

Come possiamo essere sicuri che i prodotti coltivati extra EU (penso in particolare le colture bio) rispettino i parametri europei e quindi siano prive di inquinanti o contaminazioni post raccolta se quelli coltivati in Italia (ok, in una ristretta zona, ma non fa differenza) sono armi cariche?

In questo periodo mi sembra che ci sia un gran fermento attorno ai goji, bacche rosse dalle promesse proprietà antiossidanti più potenti mai riconosciute in un alimento (sto esagerando? :D). Come tutte le cose anche i cibi hanno una moda. Proprio due anni fa a Londra facevo la mia prima scoperta di tutte queste prelibatezze. Li chiamano Super Foods, per il loro alto valore nutrizionale.
I goji sono principalmente prodotti in China (mi si è obiettato "no, in Tibet", ma la geografia non ne cambia il valore. E comunque no, in Cina), e io non mi fido. Nel bio vicino a me ne vendono di 'prodotti in un paese extra EU'.

O.o' Che è? Non so nemmeno se è legale non specificare il Paese...

Allora mangio i goji extra EU (dove Extra non é la tacca massima di una scala di valori) e spero di non esserne avvelenata o non li mangio e spero che 'tanto non faranno la differenza perché se ne mangiano pochi'?

Lo sapete di sicuro cosa significa 'abbattere il pesce': Tenerlo sotto zero a temperature molto basse per un numero specificato di giorni. I freezer di casa non arrivano a tali temperature.
E lo sapete perché? Si chiama Anizakis, è un parassita che vive nell'intestino dei pesci, ma non solo, e che al momento della cattura migra nelle carni dell'ospite. Solo con l'abbattimento muore e potete mangiare il pesce crudo in sicurezza.
Oppure cotto per almeno 10 minuti con temperatura di 60 gradi al cuore o con una luuunga marinatura in sale (olio e limone je fa gnente).
Il rischio? Da una semplice nausea a forti mal di pancia. In casi eccezionali si può arrivare alla necessità di un intervento chirurgico e fino alla morte se non diagnosticata in tempo, in seguito alla perforazione dell'intestino. Sai mai...

Perché condivido questo scenario di orrore e morte in un contesto godurioso come quello di una tartara di branzino o un tonno tataki? Perché le sardine le ho comprate dopo aver chiesto se erano state abbattute, che per legge in Europa si deve fare. Risposta: sì.

Di chi ci si può fidare?

Bene, sto per disgustarvi, ma solo così mio padre, mangiatore indefesso della cozza pelosa cruda (che non è a rischio 'verme' credo, ma rende l'idea del soggetto) si è convinto. Ho provato a toccarli e sono duri come aghi, scompaiono nella carne del pesce in un secondo.

(mh. non ho un video HD quindi non si vede nulla. Sotto quel grumetto di roba colorata, in basso a sx, si percepisce un movimento. E' trasparente come un pelo bianco.)



E comunque, tornando ai super foods, come fai fai, non va mai bene lo stesso...
Presa da un articolo che spiegava il ruolo dell'assunzione di semi di lino nella 'cura' di un certo tipo di cancro al seno mi sono detta: se anche non mi devo curare, i semi di lino possono farmi male?
Alcuni dicono che possono dare sonnolenza...che cavolo di effetto collaterale è? Quanti chili ne devi mangiare? Van mica al mg come le benzodiazepine...

E allora daje di semi di lino!
Ah, scusa, spezzati, che li volevi mangiare interi!? Sono mucillaginosi e il gel che attorno a loro si forma li preserva integri fino alla fine della loro corsa dentro di noi (se semo capiti?). Utili per questa ragione agli stitici. Noi però vogliamo gli Omega 3 dentro al seme!

Ma il seme di lino è davvero piccolo e leggero (uffaaaa!!! non ne veniamo fuori!!!!) e non si trita col mixer. Allora li devo spezzare con il mortaio, ma scivolano... e finisce che l'effetto benefico ce l'hai perché il prepararli chiede un'incredibile attività aerobica.

Ma poi leggo che, perché ci sia un reale effetto benefico, dovresti bilanciare l'apporto di Omega 3 e 6 in una proporzione di circa 1:3. Non tanto nel senso che se non è corretto nn funziona, ma proprio fa male cazzarola.

Mmmhhh. Ok, allora, contiamo:

Omega 6. Mangio tutti i giorni le noci (anche Omega 3), le germe di grano e bevo fiumi di olio crudo.
Omega 3. Mangio quasi tutti i giorni i semi di lino, ma non mangio pesce tutte le settimane (e comunque lo cuocio) e non ho altre fonti di Omega 3 (perché i Chia Seeds, che ne sono ricchi, in Italia hanno un prezzo irragionevole).

O.o' Ussignur. Quindi mi sto avvelenando? Che cazzo di conto è questo? Come faccio a sapere esattamente?

M'avete rotto.
Butto tutto dentro:

semi, pesce e la speranza che almeno il buon dio apprezzi lo sforzo che sto facendo.

Hamburger di Merluzzo (Nasello).




Sfilettato il pesce che in confronto Jack lo squartatore era un chirurgo estetico mi sono resa conto che non lo si poteva mangiare. Cioè, mangiare sì, ma senza guardarlo. Allora ho buttato tutto nel mixer con:
salsa di soia, harissa, qualche foglia di basilico. Creato gli hamburger li ho impanati in semi di canapa e semi di lino schiacciati. Peccato che gli acidi grassi sono sensibili al calore quindi li ho uccisi tutti.
Va bhè, era molto buono però. Accompagnato a verdure ne fa un pasto completo ed equilibrato senza pippe, ok?

...che giornata...

;)














Ottobre e la malatina

Mah.
Io, tutto questo entusiasmo, per il mese di ottobre e per l'autunno, non lo sento.

Siamo al giorno #11 di pioggia-nuvolo-nebbiolina-grigetto. Oggi è "bel tempo"... si può dire perché c'è un po' di luce giallina, anche se dietro al cielo bianco, che fa tanto cielo post atomico. x_x

Mi è venuto il mal di gola e se chiudo gli occhi mi sembra di avere 13 anni e posso sentire mia mamma mettere sul fuoco la moka, di là in cucina, "stiamo a casa da scuola oggi fragolina?".

Allora ho pensato a quanto ridevamo (non mi ammalo mai, ma all'occorrenza rideremmo ancora) perché mentre tutti i malatini mangiano brodi e riso bollito per me l'influenza era l'occasione di mangiare maialo.
Con la febbre mi viene una fame di grassi e sapori forti che 'nemmeno dopo la palestra'.

Così mi facevo di pasticcio di carne (la lasagna veneta) o gnocchi al gorgonzola e speck, innaffiato da dell'ottima CocaCola d'annata. Sì, perché anche la coca era roba che in casa nostra non entra(va) mai. Il vecchio medico di famiglia diceva però che con la febbre bere la cocacola aiuta. Non l'ho mai capito veramente se funziona o no, ma come si dice 'tutto fa brodo' e quando stai male mastichi anche la stagnola se ti dicono che ti fa guarire.

Ma se voi foste degli estimatori del buon vecchio riso bianco, io approvo, lo trovo un pasto completo e nutriente. Uno dei miei confort food preferiti, addirittura? Mh, ma sai che forse sì...

Per i malatini, e non, un piatto semplice e piacevole, ma ad alto impatto nutrizionale: ricco in antiossidanti, potassio e vitamina C, contiene anche altri importanti elementi quali il calcio e il fosforo e il riso fornisce l'energia necessaria a combattere i cattivi (virus o capiufficio che siano).



Riso bollito in acqua salata con pochi semi di cardamomo, scolato e condito con olio EVO e una melagrana sgranata. Qualche bacca di pepe rosa a piacere.



P.s. Quando dico la parola 'malatina' mi vengono sempre in mente le fiabe sonore. Le ascoltavo da piccola certo, ma quelle che ricordo risalgono all'ascolto di qualche anno fa, con la mia compagna di appartamento all'Università, in un momento di sana regressione ci addormentavamo con quelle...
L'avete mai ascoltata Cinque in un Baccello? Altro che i messaggi erotico-subliminali della Disney!! 

0.o''

Alla fine, la mia generazione è cresciuta negli anni '80 e '90, così, tra falli e malatine, giocando al dottore, vi ricorda nessuno? (Signore perdonali perché non sanno quello che fanno).

Enjoy your rice! ;)

--Vi rimando al post(atomico) per il trucchetto su come sgranare la melagrana senza danni e nervosismi--





Dipendenze

Ho una nuova dipendenza. Si chiama ricotta fresca di capra.

Quella che piace a me, bella compatta, ma spessa sulla lingua, la vendono solo al mercato del sabato e va consumata nel giro di un paio di giorni.

Questo torna utile per evitare che io ne abusi :(

Che 'duri' solo un paio di giorni invece non impatta su nulla, perché tanto non arriva alle 24 ore di sosta in frigo.

A pranzo nella pasta.
A cena con un filo di aceto balsamico di mele.
A colazione con i fichi cotti (mioddio provatela è cosa per cui uccidere).



Sabato scorso ho dovuto condividere con la famiglia questo piacere e l'ho preparata per fare i crostini per l'aperitivo. Sisisisi, sono generosa, grazie per averlo notato :)

Vorrei dilungarmi ma sono giorni in cui sono abbastanza incazzata e sul nervosetto andante e non mi sembra il caso di donarmi a voi così. Che uno c'ha già i fatti suoi a cui pensare e non c'ha energia per pensare a quelli degli altri.
O forse i miei vi potrebbero distrarre dai vostri... mh, delfino curioso... *_°  (<-- che cazzo di smile è questo?)

Vabbhe, per l'ultima freschezza estiva, prima che l'autunno ci lasci solo rosmarino e salvia ;) ho tritato al coltello qualche foglia di:

prezzemolo
basilico
menta
maggiorana
timo

un ciuffetto di finocchietto

5 noci pecan


Aggiunto un filo d'olio al trito l'ho lasciato in attesa di setacciare la ricotta.
Amalgamato il tutto ho servito su pane tostato e completato con il Crunchy al pepe neropeperoncino e menta (per i bambini).

Il tutto servito col sorRiso di Fatti una Risata.



Buon primo week end di Ottobre.
Da lunedì brasati e zuppe peggio che in Germania.
(Ops, ho detto Germania? -.-)











Due sberle

Post nato dalla conversazione, avuta davanti a un prosecco bevuto a pranzo, con una amica che la chiamano La Nazi.
Bhe, se vai con lo zoppo... ;)

Non credo potrei avere un bambino irrequieto. Non c'ho pazienza. Mi si drizza il pelo quando sento i bambini piangere. Se urlano per capriccio mi devo allontanare perché non rispondo di me. E non ce l'ho col bimbo, ma con i genitori.


Perché un bambino fermo sporca più di un adulto che si muove.

Chi di noi se l'è mai chiesto? Ma la vera domanda è: chi di noi si è mai dato una risposta?
Non possono fisicamente ingurgitare, afferrare, trasportare la stessa quantità di cibo di un adulto. Non hanno nemmeno una vera ragione per farlo. Bhe, ok, forse quella cosa che non gli piace stare fermi e perdere vitali minuti di gioco per nutrirsi li aiuta nel risultato di sparpagliare pezzi di bistecca. Ma forse sono più i genitori che li rincorrono con la bistecca... quindi ancora una volta il bambino ne esce pulito. In senso metaforico.
Allora, facciamo che il genitore non rincorre e lo lascia alle sue priorità. Facciamo che lui non mangia fuori da tavola.
Soluzione?

32 adulti in piedi e 9 diversi cibi hanno prodotto meno lercio di 3 bambini con un piatto a testa.
Io invece non ho ancora prodotto l'anticorpo che mi rende immune al pianto e alle urla e alla puzza di cacca verde, credo sia quello il problema.

Non sto per avere un bambino, quindi sono in quella sorta di buona e sana condizione mentale per cui posso essere oggettiva su quelli che credo essere i buoni principi dell'educazione. Buona e sana condizione che inizia a vacillare subitosubito in quelle donne che vedono le stecchette rosa. E che inevitabilmente va in malora quando prendono in braccio quel grumo concentrato di amore e dolcezza che (immagino) è il loro bimbo.

Io l'ho detto e lo ripeto. Il giorno in cui dovessi restare incinta e lo annuncio, prima di festeggiare, prima di gioire, datemi un paio di schiaffi. SUBITOSUBITO. E appena mi vedeste col pupo, dopo due baci e aver consegnato il dono di una fetta di salame e un etto di Roquefort con il pane di campagna cotto a legna ancora caldo __ok, è chiaro__ iniziate ad attaccare i post-it sul frigo con i ritagli di questo post.


Perché si rischia di entrare in quel tunnel emotivo che poi ti autorizza a far scorrazzare tuo figlio tra i tavoli al ristorante perché 'è vivace', ti toglie selettivamente le diottrie quando si tratta di vedere che il tuo topolino sta imparando ad arrampicare sul divano della tua amica con tutte le scarpe e i residui di terra sotto, ti toglie la ragione quando trova divertentissimo lasciare le impronte di cioccolato sul muro del pianerottolo, ed è un inno alla gioia sentirlo ridere e vederlo mangiare di gran gusto mentre guarda Peppa Pig.
Dal tuo cellulare.  =o
E se glielo togliamo quel cellulare del cazzo che gli mangia gli occhi ed il cervello? Nooo poverino... poi non mangia.
E che non mangi.
E quando ha fame vedi che mangia senza Peppa Pig.
Ma oh, quando noi eravamo piccoli mica era così! E non mi sembra che siamo cresciuti emotivamente disturbati.
(O per lo meno non per astinenza da "faccio quello che voglio, qui comando io. Embhè? C'ho un anno e allora? O.O'' ).
E' a me che dovreste dare due sberle, perché ai piccini siamo noi adulti a dargli i binari.

Io son cresciuta in un mix di totalitarismo assoluto e lassismo estremo, a picchi, e ho tanto sofferto in certi casi per i principi dei miei. Ancora adesso se ci penso mi girano un po' i torrioni perché a volte i principi non sono sempre giusti...
Ma se devo essere sincera, quello sguardo minaccioso che mi rimetteva in riga all'istante e non c'era bisogno di soffrire dei miei lamenti, mi ha dato la misura. Mi ha dato la possibilità di accrescere e stimolare la mia creatività, perché avevo solo un foglio e una penna con cui farmela passare. Mi ha dato la misura del valore della parola Rispetto, so salutare e ringraziare, so aspettare i tempi di reazione della vecchina alla cassa e mi sento che ho fatto metà del mio dovere. Mi ha fatto capire quanto prezioso sia il desiderio, quanto importante sia non appagarlo subito. Ho da sempre il 'senso della cazzata', quel non so che allo stomaco che ti salva le chiappe dal bruciarti un dito, le cellule del cervello o la vita.

Adesso sono grande e se mi voglio ingozzare di gelatine e stare male sono autorizzata a farlo.

Gelatine Vegane di Uva Fragola.



Ho frullato grossolanamente l'uva, dopo averla lavata. Ho filtrato con un cinesino e poi ho ulteriormente strizzato le bucce con una garza.
Il procedimento per la "chiarificazione" del succo è lo stesso processo chimico-fisico (mh? bho) che ho usato per il pomodoro nel mio Ossimoro Perfetto.
Ho zuccherato in cottura a mio gusto, cioè assaggiando.

Poi ho ri-gelificato seguendo le dosi del produttore.

Uno dice, "sarà mica una ricetta questa?". Io non rispondo perché ho le gelatine in bocca, sorry, sono educata ;)




Piccola nota dell'Onesto. La gelatina così ricoperta di zucchero si scioglie, chiedo lumi e torno a voi.






Di risi e sorrisi

Ho aspettato un po'.
Uno_ perché, lo vedete, sono ipoproduttiva ultimamente, ho il blocco dello scrittore (buahahahah).
E due_ perché ho pensato.

Delle belle iniziative si deve parlare sempre, non solo quando ne hai ancora il sapore in bocca. E in questo contesto la mia metafora da sfigato della 3a D calza a pennello, perché l'esperienza l'abbiamo assaporata col palato, oltre che con il cuore.

La Vale (si, lo so, sempre lei, sono noiosa, ma cosa posso fare se mi sento a mio agio con certa gente...?) mi ha coinvolta e dato la possibilità di incontrare dei tipi tosti e delle persone in gamba (mi tocca che le dico 'grazie'...).
Il progetto è serio e corposo, sano e pure bello, dentro e fuori, il che non guasta mai.

Un gruppo di volontari, di seguito denominati Quelli Del Sabato, dedica parte del suo tempo e della sua energia creativa a dare una struttura formativa e un percorso di crescita a persone diversamente abili, di seguito denominati Quelli che Sorridono. O.o In verità no, non sono chiamati così, ma mi prendo questa licenza perché SONO così. E l'analogia col riso secondo me è stata ispirata da questo.

Fatti una Risata è l'ambizioso ed entusiasta progetto che, tra l'altro, ha dato vita ad una linea di risi e risi soffiati dedicati e con cui i ragazzi dell'Associazione hanno creato un ricettario preparando loro stessi i piatti presentati. E se pensate che lo sguardo vivace che li ritrae sulla carta sia solo merito dell'invito del fotografo vi sbagliate. L'energia e la vitalità che abbiamo respirato, il clima accogliente di famigliarità da cui siamo state avvolte, ci ha fatto capire quanto vero sia l'entusiasmo che accomuna ogni membro del gruppo.

E così abbiamo trascorso una giornata divertente e leggera e dato, spero, il nostro piccolo contributo a questa splendida ciurma di sorRISI.

(L'occhio fessurato della foto non è per il vino rosso ma è un effetto collaterale della gioia, sia chiaro)

Ovviamente sono tornata a casa carica di doni e validi acquisti. Oggi vi parlo del Riso di Eva.

E di come ho casualmente scoperto quanto godimento può dare la dolcezza aromatica del riso Venere accostato alla vellutata sapidità del Lardo di Colonnata appena grigliato. Qualche fettina trasparente di peperoncino fresco a dar la carica e pulire la bocca, un acino di Uva Italia per ridare freschezza, e ricominciare.
Poi vabbhè, sono ingorda e c'ho aggiunto un po' di pistacchio tritato... per le rimostranze mandate una mail.


Per questo post si ringrazia (in ordine di apparizione):
la Vale che voleva compagnia
Google map
Lo splendido Borgo di Badia di Dulzago che ospita gli incontri e che merita una visita a prescindere
Quelli del Sabato tutti e 15 (più i volontari, certo ;) ed il loro progetto Fatti una Risata
Vicky e il trucco della sirena
Per l'estate, che ha giocato a nascondino e ci ha fatto lavare come pulcini, invece, un sentito, sprezzante insulto.






Cou Cou

Ciao.
Sono una vergognosa (= portatrice non-sana di vergogna).
Non ho più condiviso le foto di My Secret Dinner... è che ne sono arrivate tantissime e mi sono un po' persa? o_o

Vi lascio un assaggio di quanta meraviglia sono stati capaci, chi ha aderito e con noi creato questa serata ha realizzato questo spettacolo.
E poi basta, non ne parlo più. Fino al prossimo anno, per la seconda edizione!













And the winner is...

E' stato difficilissimo.


Innanzitutto perché la mia indicazione a non essere rigidi nell'applicazione del 'regolamento' è stata seguita fin troppo alla lettera. -.-

In secondo luogo perché ho sentito l'impegno e l' 'amore' dei vostri contributi, ho apprezzato gli sforzi tecnici che avete dovuto affrontare, i compromessi a cui siete scesi e l'entusiasmo, nonostante teglie, connessioni e mariti, con cui avete condiviso l'iniziativa.

Avrei voluto premiare tutte (anche il marito di Ceci con un gadget special edition), ma nun ze po'.

Quindi è con onore che affido il premio a:

Lara di La Barchetta di Carta di Zucchero. Per aver proposto due piatti, di cui uno azzeccatissimo. Per aver parlato di noi e diffuso il verbo. Per aver desiderato di partecipare. Per aver colto lo spirito di My Secret Dinner e il nostro. Grazie.

grazie a Sere & co.


Ma colgo l'occasione per ringraziare, oltre alle blogger che hanno partecipato al contest, anche le nostre speciali supporters:

ValeSere, Giulia

L'Associazione Oncologica San Bassiano ci ha ringraziati oggi comunicandoci l'importo. Clap Clap Clap!! 1430 euro!!
Abbiamo raccolto una cifra considerevole grazie al contributo di tutti noi: Turtlez con i bracciali, My Secret Dinner con i pins, i blogger che hanno contribuito alla diffusione dell'evento e soprattutto tutti i presenti. Grazie. A breve reportage.




My Secret Dinner_le ricette

Grazie a Chiarapassion per aver rotto il ghiaccio e contribuito con una splendida ricetta, per di più corredata di total look! Fantastica Enrica!!! Grazie!


Pomodorini zucchine e Montasio di Chiarapassion

***Spettacolare anche l'intervento di Cristiana che ha voluto sfidare la tecnologia e la distanza pur di dedicarci un contributo! Grazie Cris, mitica!


Paté di fegatini di Beufàlamode


***Grazie Ceci!!! Fantastica reinterpretazione! E grazie a tuo marito per aver servito l'occasione (e il piatto ;) per partecipare!


Saor fusion di pesce per due cene particolari di Frizzi e Pasticci


***Perché se domani blogger mi cancella il blog, io so che non tutto è perduto, che sono stata fortunata e ho conosciuto delle persone speciali. Una di queste è Monique. Grazie.


Tortini morbidi di mele e mandorle di Miel & Ricotta.

***Lara è stata una delle prime sostenitrici in questa avventura Segreta...Grazie cara!

Champignon ripieni per My Secret Dinner di La Barchetta di Carta di Zucchero.


***Splendide pies da splendide bloggers. Perfette per l'evento, peccato non averle dal vivo! ;)




***Un bis e una speciale dedica. Grazie Lara!! 


Piccoli Cracker al formaggio Dolada di La Barchetta di Carta di Zucchero.




La cipolla

Mh.
Questa storia che "avremo un settembre spettacolare" e poi piove mi fa girare gli acini d'uva.
Sto cercando di non pensarci e non portarmi sfiga da sola per venerdì prossimo, ma un po' di brivido mi viene...

La soluzione è sempre la stessa, vestirsi a cipolla. Con le cose di mia madre ché io ho portato solo canotte e costume che manco la valigia di ferragosto. Ho avuto una fiducia cieca nelle previsioni meteo.
E questo mi spaventa. O.O

Però finisce che fa caldo di nuovo e accartocci la maglietta nella borsa e torna la speranza.

In questi giorni è così, vivo attorniata da un clima bipolare, di quelli che alle persone stabili ed equilibrate come me gli mettono un senso di pace. -.-

E allora cucino, che mi passa. 



Pasta brisé pronta oppure:

farina 00 200 gr
farina di semola 50 gr
olio 70 gr
acqua temp.ambiente 70 gr
sale
lievito di birra 10 gr
(mi sono venute due teglie, una da 18 e una da 22 cm di diametro)

Farcitura
Cipolle rosse di tropea 4 grandi
Frutti del cappero
olive nere


In una ciotola setacciare a fontana le farine e il sale (io sono andata abbondante perché mi piace creare un contrasto con le cipolle dolci, che non salo). Emulsionare (mischiare) olio e sale acqua facendo sciogliere il lievito e versarlo un po' alla volta nelle farine. Impastare il meno possibile. Stendere l'impasto e foderare le teglie e lasciar lievitare a temp.ambiente almeno un'ora, coperto dalla pellicola.

Accendere il forno a 180 gradi.

In una padella versare un cucchiaio d'olio e far rosolare le cipolle tagliate a rondelle, dopo qualche minuto abbassare la fiamma, coprire e ultimare la cottura.

Bucare il fondo, versare le cipolle nella pasta, aggiungere i frutti del cappero lavati e asciugati e le olive.

Si cuoce in mezz'ora circa.

Casa

Tornare a Casa sì, ma dove?

La casa è dove c'è il cuore. Dove c'è l'amore? L'amore per il commensale, la mia casa è a Como.
L'amore per la famiglia, allora vado a Bassano. O in Francia, da mio padre. A Milano c'è mia Cuggina... Ho degli amici a noi cari in Spagna, in Lussemburgo, a Londra.

A vederla così sembro una senza fissa dimora e invece sono ricca. Di affetti e di case da scroccare. ;)

Per My Secret Dinner un secondo Veg pronto in 20 minuti, il giorno prima.

Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.

Tofu
Zucchine piccole estive
semi di finocchio
cumino
curcuma e/o curry
lenticchie rosse bollite

In una padella versare qualche cucchiaio di olio EVO semi di finocchio, cumino, aglio, cipolla a rondelle, le zucchine a pezzetti, dopo 5 minuti aggiungere il tofu a cubetti. Far rosolare un minuto. Aggiungere le lenticchie precedentemente bollite in acqua salata (15 minuti), una spolverata di curry e curcuma. Salare.
Lasciar raffreddare, tenere in frigorifero fino al momento di preparare il vostro cestino per raggiungerci a cena, dove trovare i vostri amici, dove vi sentirete a casa.


Davvero?

Non siete seri! Siamo il 25 e non ho ricevuto ancora nessuna delle vostre proposte? Cosa succede?

Sarà mica che mi son fatta li fatti mia fino ad ora e mi state punendo? ;)


Io intanto penso a cosa preparare per il mio tavolo...

Melanzane fritte alla menta.
5 minuti di preparazione, 15 minuti di cottura a basso grado di sorveglianza, il tempo di sminuzzare la menta.
Si prepara il giorno prima, anche due.

Pelate le melanzane, tagliatele a pezzetti e cuocetele in una padella con aglio in camicia (io ovviamente lo metto schiacciato ;) e semi di cumino in abbondante olio EVO a fuoco alto. Girare e aggiungere un po' alla volta altro olio fino a che tutte le melanzane siano ben bagnate. A metà cottura salate (a piacere aggiungere qualche goccia di succo di limone) e coprite, ultimate la cottura a fuoco basso. Lasciar raffreddare, pestare grossolanamente con la forchetta, aggiungere poco prima di servire la menta sminuzzata.



My Secret Dinner_il contest

Ognuno ha i suoi eroi.
I miei sono tanti per ragioni diverse, come a dire che prendo il buono da ognuno di loro...
Due tra questi sono i miei genitori.

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con entrambi, ma gli scontri più frequenti, per prossimità fisica e distanza caratteriale, sono stati quelli con mia madre.
Io sono ipercritica, rigida, adesiva alle regole e fact based. Lei è propositiva, ipercreativa, spontanea, entusiasta e dotata di quella dose di sana trasgressione che la fa entrare in uno stabile abbandonato e pericolante per godere della magia degli affreschi e degli stucchi che adornavano quella vecchia abitazione, prima che bruciasse. 0.o'
A me vengono i brividi, a lei si illumina lo sguardo.

E' anche un po' strega. E ha una forza che avercene.
Comunque.
E' la mia mamma, ma siamo molto diverse.


Lei ha la fede. Non in senso -necessariamente- cristiano, ma nel senso umano.
Crede che gli individui possano (debbano) ridere anche nel dramma, non risolve i problemi, ma aiuta a non ammalarsene.
Crede che l'estetica della natura, la vitalità di un giardino amato e curato, possano rendere migliore la giornata a chiunque.
Crede nel rispetto e nell'amore.
Crede nella fiducia e nella speranza, crede nella potenza della parola e del pensiero, crede che anche in momenti difficili si possa trovare la forza per farsi prestare un cappello e un tavolo da giardino e passare un momento strafigo.

Così, insieme ad altri amici del suo stesso stampo, ha pensato di declinare questa moda, quella del picnic cittadino che ha scompigliato diverse città italiane, in versione Bassano del Grappa, cercando di trasferire alla città e ai cittadini un po' del loro sano entusiasmo per la vita.




Il concetto è semplice:

ognuno porta con sé il necessario per fare un picnic, ma, a differenza di quanto faremmo se fossimo su di un prato, allestiamo un tavolo super cool con i piatti e i bicchieri del pranzo della domenica, portiamo la tovaglia bianca di Pasqua, i tovaglioli in tessuto che laviamo solo con OminoSuperBianco (e guai a chi osa mettere il rossetto 'lunga resistenza' ;).
Scegliamo il nostro abito bianco preferito, quello che ci fa sentire delle sofisticate dame in campagna e rispolveriamo il piccolo Mac Gyver che è in noi per capire come trasportare il tutto restando belli da guardare, efficienti e asciutti.
Il tavolo preparato con cura e amore può accogliere ogni tipo di decoroso decoro, candele-candelieri, fiori e centrotavola.

Il tema ricorrente in questo genere di eventi è il bianco (soprattutto a settembre che siamo tutti un pochino abbronzati e lo vogliamo far vedere), a cui abbiamo aggiunto un punto di rosso (perché è la vita, la passione, la forza).

Poi c'è la trasgressione. Anche se le ore 17 saranno passate suggeriamo di usare un cappello a tesa larga, un fascinator, un nido di colombe o il velo da sposa (cielo come vorrei!!!) per giocare un po' ;)

E' parte di My Secret Dinner il desiderio di dare all'evento un taglio "territoriale", non per campanilismo, ma per esaltare le qualità, le ricchezze e le eccellenze della nostra terra, e anche un risvolto benefico: per questa prima edizione abbiamo scelto di coinvolgere l'Associazione Oncologica San Bassiano, che raccoglierà direttamente le vostre offerte libere a supporto delle persone che stanno coraggiosamente lottando.
L'evento è completamente gratuito e aperto a tutti, basta attenersi alle regole e iscriversi seguendo le indicazioni date.
E' un evento reso possibile grazie al tempo e all'esperienza donati dagli organizzatori, dalla Pro Bassano, dai volenterosi ragazzi del Leo Club Bassano e dagli innumerevoli (elencatissimi nel sito) che hanno risposto all'invito di dare un contributo. Per tutti i dettagli vi invio al blog.

E io checcifaccio qui? Intanto un tributo alla mia mami (love love cuori cuori) con l'augurio che sia il grande successo che ci aspettiamo e poi perché, se non io, chi poteva aprire i contributi food?
Tra i nostri supporter spiccano per brillantezza ed entusiasmo Giulia, Linda, Sere e Vale, che ringrazio pubblicamente per aver colto e accolto lo spirito dell'evento (il 10 agosto un loro post dedicato, andatelo a leggere!!).

E indìco un contest, il cui scopo è quello di aiutare i partecipanti (venite tutti, voi, vero?) a trovare piccole idee sfiziose a cui ispirarsi.
Un contest veloce e fresco che non vi mette in difficoltà, perché lo spirito è quello leggero dell'evento a cui è dedicato.


Io ho provato a preparare la cena per 4 persone. Ho usato dei contenitori per alimenti, ho tenuto dei vasi di marmellata che ho usato per trasportare il formaggio e per la vinaigrette. Ho simulato il trasporto nel cestino dei viveri e in un sacchettone resistente di tutto l'occorrente per allestire il mio tavolo.
Test fattibilità: superato brillantemente. Ho conservato la cena in frigo per consumarla l'indomani.

Sfoglia ripiena di crudo e mozzarella, pomodorino a fette in superficie.
Primosale con prugne cotte al forno con miele al mandarino di Rigoni di Asiago e rosmarino.
Quiche all'Asiago dolce e peperone rosso.
Torta alle ciliegie* di Marostica, in monoporzione.
*ne avevo di congelate, non si amo più in stagione da mo'.

Regole.

1- Pensare ad una ricetta facile, che possa essere preparata in anticipo, trasportata e conservata senza difficoltà, e consumata all'aperto. Vorrebbe essere bella oltre che buona.
2- Deve avere tra gli ingredienti un prodotto che appartiene all'eno-gastronomia Veneta. Un aiuto qui: http://www2.regione.veneto.it/videoinf/rurale/prodotti/prodotti.htm

3- Il link alla vs ricetta va inserito nella mia pagina FB e nei commenti qui sotto.
4- Il bollo del contest, linkato a questo blog, inserito nel vostro post.
5- Il link al blog dell'evento inserito nel testo del vs post.

Il vincitore verrà scelto in base all'aderenza alla richiesta, contribuirà alla scelta la quantità di Like che verranno messi alle vs foto nella mia pagina FB.

Il premio? Anche qui abbiamo attinto alla nostra terra: marosticense, bella e brava, è una deliziosa creatrice di delicati gioielli. Leggeri e freschi, questo paio di orecchini hand made sarà perfetto per voi o da donare, per rendervi splendide nelle vostre ultime scintillanti sere di questa calda estate.
Un grazie sentito a Serena di Sere & Co. per aver contribuito all'evento.


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Il vincitore sarà proclamato dal 10 settembre e riceverà direttamente a casa lo splendido pack confezionato per lui da Serena.





#foodporn

Eh sì, mesi nella grigia Inghilterra a controllare che non mi venisse in mente di comprare il burro, tutta sana ed equilibrata e ora che sono qui al caldo e alla luce mi sto ingozzando di dolci e di grassi.
Ma che è? Sarò depressa? 0.o'
Ahahahah no.

In verità penso a questa torta da mesi, ma tra un trasloco e una grana ho lasciato il progetto da parte. Come si può evincere il pensiero non mi ha mai abbandonata.

Due giorni fa ho notato le banane acquistate la scorsa settimana.
Ancora semi verdi dopo giorni a temperatura sauna-ambiente. Ecchemmifrega! Ho le banane, ho le noci, mi è rimasto del burro o.o è il momento!!!!

Ragazzi che goduria...
Avevo reso l'idea sul fatto che ritengo il caramello salato una droga.
Lo confermo. Il tempo non ha sopito questa passione. E questa torta è una goduria.
Ah, lo avevo detto già...

 #foodporn, il più azzeccato hashtag del mondo food.

farina 140 gr
mezza bustina di lievito
burro a temperatura ambiente 50 gr
zucchero semolato 100 gr
2 uova leggermente sbattute
yogurt greco 50 gr
una banana possibilmente matura
qualche goccia di limone




Accendere il forno ventilato a 180°.
Imburrare la teglia e mettere sul fondo un disco di carta forno. (io ne ho usate due da 14).
Schiacciare con la forchetta la banana e aggiungere qualche goccia di limone, lasciarla da parte.
In una ciotola lavorare il burro con lo zucchero e aggiungere le uova sbattute in quattro tempi, far assorbire bene l'uovo prima di aggiungere la parte successiva. Aggiungere lo yogurt e la banana.
In una seconda ciotola setacciare la farina con il lievito, versare il liquido nella farina, mescolare velocemente, versare e infornare.


Se non osaste tanto lo capirei, siete gente saggia che vive a 30 gradi ed esprime saggezza, ma sappiate che la torta da sola, senza topping, è buonissima. Sobria, decorosa, discretamente deliziosa.




L'estate in un frutto

Fermati e pensa:
Cosa c'è di più fico di avere 8 anni e una pistola ad acqua in mano nel mese di luglio?
Ricorda la sensazione di eccitazione allo stomaco e la rincorsa con gli amici.

Vi sfido.
Comunque secondo me vi si è alzato l'angolo della bocca, in abbozzo di sorriso, tanto ho ragione! ;)

Le mie estati venete, quando abitavo al mare tutto l'anno e trascorrevo le vacanze in campagna, erano coronate dai pasti della nonna. E se dicono che al sud si mangia abbondantemente in tutte le stagioni è perché non hanno mangiato a casa di una nonna al nord. Alla fine siamo tutti uguali, insomma.

Uno dei ricordi più profumati è questo.


Veloce e semplice.
Pesche gialle, mature ma sode.
Tagliare a metà la pesca cercando di incidere nel senso opposto alla rottura del nocciolo.
In una padella/pentola con coperchio mettere mezza noce di burro e un cucchiaio colmo di zucchero. Adagiare le pesche, polpa sullo zucchero e cuocere a fuoco vivace fino a che il caramello prende colore.
Girare le pesche, aggiungere qualche cucchiaino di succo di limone (soprattutto per far risaltare il colore) e qualche cucchiaio di acqua. Coprire e lasciar cuocere a fuoco basso fino a che son cotte (circa 15 minuti, per me quando la lama di un coltello entra senza resistenza), ma compatte. Di tanto in tanto bagnare con il sugo di cottura e se si asciuga troppo non esitare ad aggiungere dell'acqua, poca alla volta.
A fine cottura trasferire in un contenitore e aggiungere una manciata di amaretti, sbriciolati ed interi.

Servire a temperatura ambiente o leggermente fresco. Top.

A domani :)

Col caldo la fame.

Lo so che dovrei sbattermi un po' di più per recuperare, ma qui in casa fa davvero caldo. Troppo caldo.
Io soffro il caldo.
Non mi sto lamentando, mi sto scusando.

E poi sto dando una mano per una cosina di cui vi parlerò a breve ed il tempo trascorso davanti al pc si riduce in maniera proporzionale al sudore sulla maglietta. Nella vita van fatte delle scelte. ;)

Ho pensato ad una soluzione che metta d'accordo la mia presenza sul blog con le mie esigenze di benessere. Minipost I-phone friendly. Miniparacula approach. :D

Vediamo se riesco a tener fede all'impegno.

Oggi chiedo un aiuto.
Ho fatto una pasta che vuole essere fresca, da servirsi senza fretta perché si renda tiepida, ma c'è stato un mezzo intoppo.

Appetito e caldo sanati in una mossa.

Per me.
Un cetriolo privato dei semi frullato.
Due cucchiai di pecorino romano grattugiato.
Almeno 6 foglie di basilico spezzettate all'ultimo.
Mezzo cucchiaio di zeste di limone.
Pasta di grano duro, qb.


"Butta la pasta che arrivo".
Versare in una padella con un filo d'olio il cetriolo frullato. Fuoco spento.
Quando la pasta è cotta al dente accendere il fuoco sotto al cetriolo e scolare la pasta conservando l'acqua di cottura (!), versare la pasta nella padella. Aggiungere gli altri ingredienti ed eventualmente un paio di cucchiai di acqua di cottura. Spadellare, servire.

Profumatissima, freschissima, piacevolissima. Amarognola. -_-
Che a me non dispiace. Anche il fantastico radicchio di Treviso è amarognolo, anche gli ottimi asparagi di Bassano. (chi, campanilista io? ;)

Ma la vorrei addolcire. Come?

Avevo pensato ad un pezzetto di peperone rosso, ma rende l'esecuzione meno veloce. Ché non lo vorrai mangiare crudo per portartelo appresso tutto il giorno...


Attendo vs.
A domani



Affari di Famiglia

Il commensale dice sempre che quando sono al mercato non chiedo un parere su cosa comprare a chi mi accompagna, la mia è una domanda retorica. 
Se si osa contraddirmi indosso la maschera della delusione e della castrazione e mi si gira l'umore per ore. Sì Sì, m'incazzo senza misura. Cosa posso fare? E' la leggerezza della domanda che frega l'interlocutore. Perché sembra posta perché di cuore si cerca la condivisione, ma non lasciatevi ingannare...

Se trovo qualcuno con cui condividere l'entusiasmo, addio.

Noi Tibs abbiamo un debole per la cozza e il fiore di zucca.
Ma la cozza supera ogni altro elemento. Impossibile davvero superare il banco del pescivendolo senza aver detto "Cosa dici, le prendiamo due cozze?". Non si è mai visto.

Mio padre in visita non ha fatto eccezione. E fa sorridere vedere quanto siamo uguali, quanto la distanza non abbia sopito l'espressione genetica. Perché è di DNA che parliamo, non c'è altra spiegazione.

L'amore per la cozza è scritto, non è appreso.

Una cozza fa subito estate, è condivisione, fa famiglia, da piacere senza eccessi, e piace un po' a tutti.


Aprire* le cozze dopo averle velocemente pulite sotto acqua corrente (sbarbate se necessario).
Eliminare la mezza conchiglia senza mollusco.

Pane grattato, prezzemolo e aglio tritati, formaggio, un cucchiaio dell'acqua di cottura delle cozze, pepe.
La farcia deve risultare morbida, non bagnata.

Riempire appena le cozze di farcia facendo attenzione che il frutto sia coperto. Distribuire le conchiglie su di una teglia e versare qualche goccia d'olio sulle cozze.

Infornare a forno caldo (200°) con funzione grill per pochi minuti.
Sono buone anche fredde.


*In una pentola capiente a fuoco alto con coperchio. Appena si aprono spegnere il fuoco, altrimenti si potrebbero seccare.


Stella Stellina

Ma ciaooo!!!

sìsìsìsìsì lo so. Me la sono tirata fin troppo.
Senza volermi giustificare prendiamo semplicemente tutti atto che riesco a fare una cosa alla volta, non sono stata dotata di quella capacità multifunzione che rende generalmente le donne capaci di fare le mamme, le nonne, le massaie, le lavoratrici, le moglie, le fammes fatale e le religiose, tutto insieme.
Io faccio il trasloco.
Deduciamone che, così come ho iniziato a cucinare quando -mio malgrado- ho lasciato il lavoro, ora che lo cerco di nuovo smetterò di scrivervi. E a quel punto di mangiare, verosimilmente. :/

Sono ufficialmente diventata cintura nera di traslochi.
In 10 anni ho fatto diversi traslochi. 3 cittadini. 1 interegionale. 2 internazionali. Sentitevi liberi di chiedere consigli.

Sono state settimane fisicamente provanti.
Ho imparato che il bamboo crescendo fa delle radici che ciao. Ma ho imparato anche a segarle.
Ho scoperto che per ogni macchia sul cotto del terrazzo esiste un diverso prodotto che te la fa sparire, a patto che tu riesca a spazzolare-sciaquare-grattare per almeno due ore consecutive, per cmq macchiato. Ho imparato che avere un appartamento su tre livelli ti insegna ad usare meglio la testa e ad organizzare gli armadi in modo sensato. Ho scoperto anche di avere tre muscoli per ogni gluteo.
Ho apprezzato il lusso di avere una lavatrice in casa dopo 20 giorni da girovaga senza fissa dimora.
Ho imparato (perfezionato, ero già bravetta ;) a siliconare tutte le fessure del bagno, stuccare, dipingere, scartavetrare legno e metalli e a mangiare in piedi pizza e farinata per 8 pranzi consecutivi senza stare male.
Ho scoperto che (attenzione attenzione) Como mi piace, i comaschi non sono affatto male, ho già imparato a girare la città che potrei propormi come pony express.

Ma adesso siamo a casina nuova. Semi pulita, semi ordinata. Il commensale ed io aspettiamo il momento in cui rimpiangeremo Londra, le opportunità e le corse al parco, ma nell'attesa godiamo come maiali di non essere svegliati di notte dalla luce del sole o dalle sirene delle ambulanze. Godiamo del sole e del sudore che questo clima (un po' pazzo no?) ci permette, abbiamo ripreso l'autoproduzione di vit. D e sono già contenta perché la vista dal terrazzo è sui tetti e non sul cavalcavia davanti al neon rosso del Bennet (n.d.r. come era a Cernobbio).

Ah, morite pure di invidia, ho una cucina vera, non separata, ma di legno e acciaio e non di cartapesta come nelle ultime tre case. Distese di cassetti e ante e pure il dissipatore (tritarifiuti). Non lo uso perché mi fa paura, ma il fatto che il padrone di casa abbia lasciato la sua cucina da mille e una notte mi fa sentire una reggina. 

Per festeggiare mi sono concessa un esperimento (riuscito!) ad alto contenuto calorico ed ho pensato che potesse essere la giusta trasgressione per quegli atleti che stanno sempre attenti alla linea, che di professione sono belli ed eleganti, che girano il mondo e regalano brividi, oltre i confini e oltre la lingua.


Tiramisù di mandorle e bufala



per il contest di Patty di


per



Ricordando i tempi in cui io volevo fare karatè per difendermi e mia mamma mi ha buttata in un corpo di danza, rivivendo il brivido (di orrore in questo caso) per quelle tutine di petrolio e i passi che ancora ricordo tanto è stato l'imbarazzo al saggio, il gruppo da me scelto, con tutta la mia stima per il sacrificio e l'impegno che il loro risultato richiede è:


Gala di danza con i ballerini del TEATRO DELL’OPERA DI ROMA del 

23 luglio 2013


"Il Cigno bianco" - Soirée Romantique

Perché questo (circa) tiramisù non ha quel brutto difetto di essere sbrodolone e poco elegante, è dotato di grazia e compostezza senza perdere in spontaneità e creatività, come un corpo di ballo. 



Ingredienti per il biscotto (sei porzioni)

Burro morbido 40 gr
Farina di mandorla 100 gr 
Zucchero semolato 50 gr (secondo me era anche troppo dolce)
Polvere di caffè, mezzo cucchiaino
Lievito, la punta di un cucchiaino

Accendere il forno ventilato a 180 gradi.
Nel mixer con le lame inserire tutti gli ingredienti e mixare per 30/45 secondi.
Formare delle palline di circa 4 cm di diametro e schiacciarle direttamente sulla carta da forno, circa 1/2 millimetro di spessore.
Infornare per 15 minuti.
Attenzione: appena sfornati si sbriciolano, non toccarli! Una volta tiepidi spostarli delicatamente dalla carta da forno alla griglia e lasciarli raffreddare completamente.

Per la crema
Ricotta 150 gr (io avevo quella di bufala che è bella grassa)
Zucchero 2 cucchiaini di semolato sottile altrimenti la poca lavorazione lo lascia scoppiettante sotto ai denti (nota: provare con quello a velo)
scaglie di cioccolato (stecca di cioccolato fondente, le scaglie le fate voi), a piacere

Nel mixer con le fruste lavorare la ricotta fino a che è cremosa (un minuto circa, dipende dalla consistenza del prodotto).

Un caffè ristretto NON zuccherato

Versare qualche goccia di caffè nel centro del biscotto, con l'aiuto di una spatola o del dorso di un cucchiaio spalmare la ricotta sul biscotto e ricoprire di scaglie di cioccolato e altre gocce di caffè. Volendo si può aggiungere il cioccolato anche nella ricotta, ma non è da me.



Preparate i biscotti e la crema anche qualche ora prima (la ricotta va conservata in frigo giusto?), caffè caldo su crema fredda e composizione last minute.

Per l'ora del the si potrebbero pensare anche versioni da un singolo boccone. Il caffè è stato messo sulla parte interna dei biscotti prima di unirli, il cioccolato nella ricotta. (non si vede ma c'è ;)



Pictures I-phone friendly, per oggi va così.